Per noi di ”Ricucire Carate - Senza Partiti”  che,  a prescindere dall’ esito delle elezioni comunali intendiamo offrire la nostra attiva presenza per affrontare le problematiche quotidiane della nostra comunità, diventa  importante pretendere chiarezza su un argomento  considerato da  due schieramenti presenti nel passato consiglio comunale “ MOLTO COMPLESSO “ (verbale del C.C. dell’ 11/07/2012).

Dobbiamo innanzitutto evidenziare che un problema che riguarda circa 800 famiglie caratesi non può essere derubricato in una semplice interrogazione che, pur dettagliata nelle premesse e nella formulazione della risposta, si conclude senza concrete proposte costruttive.(delibera n. 33 del 11/07/2012)

Ma entriamo nella sostanza.

 Riteniamo che per trattare in modo completo  ed operativo il problema, occorre affrontare separatamente  le diverse fattispecie entrando poi nel dettaglio delle singole situazioni di convenzione. Infatti la passata Giunta Comunale degli anni 2003/2004 ha regolamentato i “ Criteri generali per l’ alienazione degli alloggi di edilizia economica popolare “,  con i seguenti tre distinti provvedimenti:

  • Delibera n. 38/2004  per i criteri generali su aree in  DIRITTO DI SUPERFICIE;
  • Delibera n. 98/2003  per i criteri generali su aree    CEDUTE IN PROPRIETA’
  • Delibera n.111/2004 per i criteri generali su aree    CEDUTE IN  PROPRIETA’ dopo 20 ANNI     dalla data della licenza d’ abitazione.

 Ne consegue che è indispensabile, in primo luogo, predisporre una dettagliata fotografia della attuale situazione,  divisa per le  tre sopradescritte fattispecie, debitamente documentate con le relative Convenzioni a suo tempo sottoscritte.

Ora, ci permettiamo delineare  a titolo puramente indicativo, i percorsi da seguire per addivenire a concreti risultati considerando che:

  • sia l’ Amministrazione Comunale che i diversi proprietari hanno comune interesse a favorire le operazioni di assegnazione della piena proprietà delle case in questione;
  • i criteri da seguire per il calcolo dei corrispettivi da versare dagli assegnatari per acquisire la piena proprietà sono da rivedere anche per sopraggiunti interventi legislativi;
ALIENAZIONE DEGLI ALLOGGI DI E, E. P. ATTUALMENTE IN DIRITTO DI SUPERFICIE

Premesso che i terreni in questione rientrano nel Patrimonio Comunale e che le relative abitazioni, dopo 99 anni dall’ agibilità diventerebbero di esclusiva proprietà del Comune, ci sembra logico invitare l’Amministrazione Comunale  a riproporre la trasformazione del diritto temporaneo di superficie in diritto di piena proprietà incassando un corrispettivo.

A tal fine il Consiglio Comunale dovrebbe :

  • individuare le aree da cedere (nel 1996 erano 26 );
  • ipotizzare la possibilità di procedere a detta trasformazione anche nei casi in cui non si raggiunge l’ unanimità dei condomini;
  • apportare le opportune variazioni alla delibera 38/2004 al fine di aggiornarla alle nuove realtà  e alla nuova normativa per certi aspetti ancora di incerta interpretazione;
  • stabilire, per ogni singola area, il relativo corrispettivo da pagare coinvolgendo, in tale adempimento, qualificati rappresentanti del  condominio e prendendo in considerazione anche le modalità di calcolo adottate da altre amministrazioni limitrofe che ha già raggiunto soddisfacenti accordi.
ALLOGGI DI E.E.P. ASSEGNATI IN PROPRIETA’- RIMOZIONE DEI VINCOLI

La vendita di dette abitazioni è ora regolata dalle singole convenzioni sottoscritte  in sede d’ acquisto e dai conseguenti criteri generali previsti dalla delibere di Giunta n. 98/2003 e n. 111/2004. In questi casi la ricerca di un punto d’ accordo di interesse reciproco, dovrebbe essere facilitato anche dal fatto che per il Comune non dovrebbero sussistere vincoli di bilancio; molti altri Comuni limitrofi hanno raggiunto soddisfacenti accordi  in grado peraltro di apportare liquidità alle casse comunali.

A tal fine il Consiglio Comunale dovrebbe :

  • censire, in ordine di data, tutte le posizioni esistenti  evidenziando le  eventuali differenze sostanziali che  caratterizzano le diverse convenzioni;
  • ricercare, con l’ aiuto di qualificati rappresentanti dei condomini interessati, un accordo di massima in grado di addivenire ad una comune interpretazione delle  tante disposizioni legislative in materia.
  • trovare un accordo capace di sostituire le singole convenzioni sottoscritte prima del 17/2/1992, considerate da alcune interpretazioni inefficaci, con una nuova convenzione capace di assicurare più equità e trasparenza;
  • rivedere  i criteri generali previsti per l’ alienazione degli alloggi di E.E.P.  previsti dalle delibere n.98/2003 e n.111/2004 prendendo in considerazione anche le scelte operative di altre amministrazioni che, con sempre maggior frequenza, ritrovano accordi condivisibili.

In conclusione, prescindendo dalle nostre proposte tutte discutibili, ci limitiamo a sottolineare che il problema deve essere affrontato con impegno e capacità professionale, senza lasciare spazio ad improvvisazioni inopportune.