AMIANTO ANCORA

10.11.2013 22:39

Venerdì 8 novembre 2013 i rappresentanti dell' Associazione Italiana Esposti Amianto con le loro dettagliate relazioni  ci hanno convinti che il problema amianto va ben oltre il nostro specifico caso di via Donizetti  la cui soluzione in corso   rappresenta una goccia  nel mare dell' “EMERGENZA AMIANTO”.

Attualmente, dopo 30 anni dal divieto di estrarre e di produrre materiale contenente amianto, il pericolo  non è più circoscritto nelle fabbriche da tempo dismesse, ma è  capillarmente diffuso in tutto il territorio che ci circonda. La pericolosità dell' amianto, presente nei tetti ondulati, nelle lastre per coperture, nei pannelli di controsoffittatura, nelle canne fumarie, tubazioni, cassoni per acqua, pavimenti in vinil-amianto-lineoleum, coibentante di tubazioni, caldaie, cartoni, vestiti ,ecc ., ulteriormente aumentata dalla vetustà dei descritti manufatti, è sotto gli occhi di tutti. Per questo dobbiamo renderci conto che l' amianto, considerato fino agli anni 70 una meraviglia della tecnologia moderna,  è da sempre un “PERICOLOSO KILLER”.

Ne  consegue che per tutti, la  parola d' ordine deve essere:

“BASTA VIVERE CON L' AMIANTO – TOGLIAMECELO DALLA  TESTA “

Certamente il percorso sarà lungo ed impegnativo perché in Italia ci sono circa 40 tonnellate di manufatti in amianto in grado di rilasciare nell' ambiente e disperdere nell' aria la  sottilissima fibra assassina. Occorrono 1300 fibre per formare lo spessore di un capello medio!

Le leggi che si sono susseguite, dal lontano 1992 all' ultima legge regionale del 31/7/2012 n. 14 hanno puntigliosamente previsto azioni preliminari, precisi obblighi di informazioni, mappature e censimenti specifici in grado di  pervenire all' unico vero obbiettivo: la corretta eliminazione dell' amianto.

Purtroppo però molti sono gli ostacoli che nei diversi livelli di competenza rallentano la semplice applicazione delle norme esistenti.

Le  ASL di competenza, impegnate in prima battuta a raccogliere  i dati delle singole denunce presentate entro il 31 gennaio 2013, a causa delle note difficoltà oggettive di sottodimensionamento, non sono ancora in grado di dare alle amministrazioni comunali le informazioni indispensabili per istituire un catasto/censimento aggiornato che costituisca la base di partenza per presidiare efficacemente il territorio.

Si sta ripetendo il tipico difetto italiano: le leggi sono ineccepibili, le scadenze perentorie, le sanzioni precise, ma l' attuazione di quanto programmato inesorabilmente slitta.

Ma poiché il pericoloso killer assassino incombe su tutti noi, nascosto magari sul tetto del nostro pollaio o nella cantina del nostro condominio, riteniamo doveroso diffondere alcuni semplici ma importanti concetti che i relatori dell’AIEA, dall' alto di una trentennale esperienza di volontariato,  hanno indicato come propedeutici per affrontare e risolvere in modo corretto questo pericolo:

Sdrammatizzare la situazione evitando di colpevolizzare i cittadini che loro malgrado sono proprietari di luoghi o cose con presenza di amianto.

Nessuna colpa va loro imputata anche se non hanno ancora ottemperato alla denuncia i cui termini di presentazione sono scaduti il 31 gennaio 2013. Non dimentichiamo che sono loro le principali vittime e i più esposti, con i loro figli e nipoti, ai conclamati effetti nocivi.

Chiunque sia interessato e coinvolto deve  prendere coscienza dell' estrema pericolosità che si corre cercando di disfarsi dei manufatti in questione  maneggiandoli senza le indispensabili precauzione per poi abbandonarli in luoghi nascosti o in discariche abusive.

Non ci sono alternative alle modalità  operative  previste dalla legge: l' amianto va toccato da esperti adeguatamente protetti, formati ed attrezzati.

Nessuna paura quindi di interventi sanzionatori, per il momento inopportuni ,anche perchè tutte le autorità competenti hanno come unico obbiettivo quello di eliminare l' amianto in modo corretto.

Gli interventi, in sede di dibattito di due assessori qualificati e la massiccia presenza degli amministratori del nostro comune sono la dimostrazione concreta della volontà di mettersi a disposizione dei singoli cittadini per aiutarli, consigliarli, proteggerli.

Chiudiamo con le parole di Cristina Valtorta:

“Grazie a chi è intervenuto alla serata, un grande grazie alle persone dell' AIEA, Sezione di Turbigo, che hanno voluto collaborare con noi perchè questa serata si concretizzasse. Spero sia solo l' inizio perchè si possa prendere coscienza ed agire, in maniera corretta, nei confronti di un problema che è di tutti.”

 

Noi di Ricucirecarate-senza partiti, ovviamente, siamo con Lei determinati a fare squadra contro l' amianto.